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13° convegno ADI – L’autoapprendimento linguistico e il ruolo dell’insegnante

L’ADI, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Colonia e con il Consolato d’Italia di Dortmund, organizza il 13° convegno annuale, che quest’anno si svolgerà a Münster il 25 e 26 novembre. Le giornate di studio e formazione avranno per argomento l’autoapprendimento linguistico e il ruolo dell’insegnante.

Programma

Programma di venerdì 25 novembre
  • 12:30 – 13:15 Apertura iscrizioni
  • 13:15 – 13:30 Inizio lavori e saluti
  • 13:30 – 14:15 Mark Bechtel, Andrea Palermo (Universität Osnabrück)
    Universitäres Sprachpraxismodul zur Förderung des autonomen Fremdsprachenlernens
  • 14:15 – 15:00 Giovanna Tassinari (Freie Universität Berlin) Autonomia dell’apprendente in lingua: principi e pratiche
  • 15:00 – 15:30 Discussione
  • 15:30 – 16:00 Pausa caffè
  • 16:00 – 16:30 Workshop didattici
    • Workshop 1 (Stephanie Potthoff, West. Wilhelms-Universität Münster)
      Il feedback dopo le fasi di autoapprendimento – un sostegno spesso sottovalutato all’apprendimento individuale
    • Workshop 2 (Marcella Menegale, Università Ca’ Foscari, Venezia)
      Apprendimento linguistico dentro e fuori la classe: Come aiutare gli studenti ad essere più autonomi?
  • 18:15 – 19:30 Assemblea soci
Programma di sabato 26 novembre
  • 10:00 – 11:00 Massimo Vedovelli (Università per Stranieri, Siena)
    Italiano2020: una ricerca sull’italiano ai tempi delle crisi. Il ruolo della formazione e della ricerca
  • 11:00 – 11:30 Pausa caffè
  • 11.30 – 13.30 Workshop didattici
    • Workshop 2 (Marcella Menegale, Università Ca’ Foscar,i Venezia)
      Apprendimento linguistico dentro e fuori la classe: Come aiutare gli studenti ad essere più autonomi?
    • Workshop 3 (Paola Celentin, Università di Verona)
      Apprendimento linguistico e soft skills: una combinazione vincente nelle attività ponte
  • 13:30 – 15:00 Pausa pranzo
  • 15:00 – 17:00 Workshop didattici
    • Workshop 4 (Livia Novi, West. Wilhelms-Universität Münster)
      Sviluppare l’autonomia dell’apprendimento con la classe capovolta
    • Workshop 3 (Paola Celentin, Università di Verona)
      Apprendimento linguistico e soft skills: una combinazione vincente nelle attività ponte
  • 17:00 – 18:00 Discussione finale e chiusura dei lavori

Abstract

Plenarie

Universitäres Sprachpraxismodul zur Förderung des autonomen Fremdsprachenlernens (M. Bechtel / A. Palermo, Universität Osnabrück)
Bei den Fremdsprachen Spanisch und Italienisch, die an der Universität Osnabrück ohne Vorkenntnisse studiert werden können, reicht die Anzahl der Präsenzveranstaltungen in der Sprachpraxis für einen Großteil der Studierenden nicht aus, um auf das angezielte fremdsprachliche Niveau (C1) zu kommen. Darüber hinaus sind die Gelegenheiten für die einzelnen Studierenden, das in den sprachpraktischen Veranstaltungen erworbene fremdsprachliche Wissen konkret anzuwenden, im Studium begrenzt. Das gilt auch für das Fach Französisch. Allgemein ist die Fähigkeit der Studierenden, sich selbstgesteuert die Fremdsprache anzueignen und sie gezielt individuell in spezifischen Teilkompetenzen selbstständig zu fördern, nicht besonders ausgeprägt. Um das Problem zu lösen, wurde im Rahmen der Re-Akkreditierung der romanistischen Studiengänge In der Sprachpraxis der Bachelor-Studiengänge Französisch, Spanisch und Italienisch ein neues Modul mit dem Titel „Autonomes Fremdsprachenlernen“ curricular verankert. Im SoSe 2023 wird es zum ersten Mal angeboten. Im Impulsvortrag stellen wir ausgehend von dem zugrundeliegenden Lernerautonomie-Begriff den curricularen Rahmen sowie die Ziele, Inhalte und Struktur des Moduls zur Diskussion und zeigen anhand des Fachs Italienisch, welche Aktivitäten damit konkret verbunden sind.
Autonomia dell’apprendente in lingua: principi e pratiche (G. Tassinari, Freie Universität Berlin)
Di cosa parliamo quando parliamo di autonomia dell’apprendente in lingua? Un breve esame di alcune definizioni esistenti ci permette di identificare gli elementi perno di questo complesso costrutto. Quando parliamo di autonomia dell’apprendente parliamo di una capacità dell’apprendente, capacità di organizzare e portare avanti il suo apprendimento in modo consapevole e confacente ai suoi bisogni, e alle sue visioni, nei diversi contesti in cui l’apprendente vive e agisce.
Se da una parte l’autonomia si definisce in base a fattori inerenti all’apprendente, quali tra gli altri la sua motivazione, le sue competenze d’apprendimento e sociali, dall’altra l’autonomia si realizza – o no – grazie all’interazione tra attori del contesto d’apprendimento e sociale, apprendenti, insegnanti, pari, e alle condizioni in cui l’apprendimento e l’insegnamento si svolgono.
In questa conversazione tratteremo i principi base dell’autonomia d’apprendimento e daremo alcuni spunti per mettere in pratica, a partire da questi principi, una didattica autonomizzante.
Italiano2020: una ricerca sull’italiano ai tempi delle crisi. Il ruolo della formazione e della ricerca
  (M. Vedovelli, Università per Stranieri di Siena)
L’indagine Italiano2020 è una ricognizione sulla diffusione dell’italiano nel mondo promossa da Tullio De Mauro poco prima della sua scomparsa e i cui risultati sono stati pubblicati alla fine del 2021 (Coccia et al., 2021). De Mauro ha sollecitato l’attribuzione di un carattere ‘qualitativo’ all’indagine anche per sfuggire alla ‘retorica del dato’ nella quale troppo facilmente cadono le narrazioni massmediatiche della condizione dell’italiano nel mondo. Partita dalla constatazione dello stato di crisi generalizzata rispetto alla situazione che la nostra lingua viveva alla svolta del millennio, la ricerca si è concretizzata in più di 150 interviste condotte con ‘testimoni privilegiati’ nel mondo (gestori e funzionari di agenzie culturali e formative, imprenditori, docenti) con l’obiettivo di ricostruire il quadro delle percezioni e valutazioni date da coloro che operano in una serie di settori che, in prospettiva, potrebbero utilmente interagire fra di loro.
Un tema centrale dell’indagine è costituito dal ruolo della ricerca e dai quadri metodologici dell’offerta di formazione linguistica.
L’intervento presenterà più nel dettaglio i modelli di riferimento, le ipotesi, i risultati di Italiano2020, cercando di delineare la situazione a livello globale e soffermandosi sulle testimonianze dei docenti relativamente allo stato delle metodologie per l’insegnamento dell’italiano e alle linee per il suo rilancio.
L’attenzione dei docenti ha tematizzato con particolare rilievo la necessità di ricondurre la didattica dell’italiano a modelli teorico-metodologici di tipo plurilinguistico: ciò sembra imporre una revisione profonda dei riferimenti abitualmente messi in atto nella politica linguistica per l’italiano, innanzitutto orientando quest’ultima (e le conseguenti metodologie linguistico-educative) verso l’idea di uno ‘spazio linguistico e culturale’ capace di superare i rischi di un monolinguismo centrato su una rappresentazione riduzionistica dell’oggetto di apprendimento / insegnamento.
Coccia, B. / Vedovelli, M. / Barni, M. / De Renzo, F. / Ferreri, S. / Villarini A. (a cura di). 2021. Italiano2020: lingua nel mondo globale. Le rose che non colsi… Roma: Apes.

Workshop

Apprendimento linguistico e soft skills: una combinazione vincente nelle attività ponte (P. Celentin, Università di Verona)
L’apprendimento linguistico che si può promuovere in classe, anche nel contesto più virtuoso, è comunque sempre caratterizzato da un’esposizione limitata e da un’elaborazione dell’input vincolata ai tempi della lezione. I cosiddetti “compiti per casa” possono trasformarsi in un importante moltiplicatore di saperi e azioni linguistiche se strutturati in modo da rendere necessaria l’interazione fra gli apprendenti e con i contenuti. Il ruolo chiave è giocato dalla progettazione del percorso di apprendimento che deve sapientemente vincolare momenti sincroni (in presenza o a distanza) e momenti asincroni, rendendoli interdipendenti e potenziandone il valore metacognitivo, al fine di portare gli apprendenti a migliorare non solo le competenze linguistiche ma anche le cosiddette “competenze trasversali” (soft skills), in particolare di tipo collaborativo, organizzativo e interpersonale. Nel workshop si sperimenteranno questo tipo di attività, dette “ponte”, e si proporrà un format per la costruzione di un percorso di apprendimento incentrato sull’apprendimento per scoperta.
Apprendimento linguistico dentro e fuori la classe: Come aiutare gli studenti ad essere più autonomi? (M. Menegale, Università Ca’ Foscari, Venezia)
Uno degli obiettivi di un insegnante di lingua è di aiutare i suoi studenti ad applicare in contesti esterni alla classe ciò che imparano a scuola e riutilizzare in classe ciò che invece apprendono fuori, nella vita “reale”. Questo trasferimento del sapere è molto importante ma, allo stesso tempo, non facile da attivare. In questo workshop vedremo quali sono le tecniche e gli strumenti che l’insegnante può integrare nella sua didattica al fine di promuovere autonomia di apprendimento sia dentro che fuori la classe in studenti di diverse età e livelli linguistici. Lo sviluppo dell’autonomia è un percorso lungo, ma allo stesso tempo ricco di soddisfazioni sia per il docente che per i suoi studenti. Capire esattamente con quali attività poter iniziare questo percorso aiuterà l’insegnante ad avviarlo in modo più efficace e consapevole.
Sviluppare l’autonomia dell’apprendimento con la classe capovolta(L. Novi, West. Wilhelms-Universität Münster)
Nella nostra classe noi docenti abbiamo di fronte tanti mondi diversi, perché diversi sono gli stili di apprendimento. Come può essere possibile, quindi, creare dei compiti didattici che riescano a coinvolgere e motivare tutti e tutte? Come si ottiene un output ugualmente alto, nonostante le diverse competenze, i diversi tempi di elaborazione dell’input e le tante altre variabili che si presentano nel corso della quotidianità didattica? Il metodo della classe capovolta, anziché venire inteso come metodo frontale digitale, può contribuire ad una didattica cooperativa, ricca di compiti autentici e di possibilità di sperimentazione, e soprattutto aiutare a sviluppare negli e nelle apprendenti una maggiore autonomia che porti ad un ampliamento e approfondimento delle competenze linguistiche. Di tutto questo parleremo nel workshop discutendo su esempi concreti, ma anche sulla base delle nostre (eventuali) esperienze.
Il feedback dopo le fasi di autoapprendimento – un sostegno spesso sottovalutato all’appredimento individuale(S. Potthoff, West. Wilhelms-Universität Münster)
Dopo l‘esperienza della didattica a distanza (DAD) è ormai diventata chiara a tutti l’importanza, anzi la necessità di un feedback individuale in contesti di autoapprendimento. L’assenza del feedback è stata infatti una delle maggiori critiche rivolte alla DAD durante la pandemia. Un feedback individuale è effettivamente una delle premesse fondamentali per lo sviluppo delle proprie competenze nell’apprendimento di una lingua straniera, ma anche per strutturare il proprio processo di apprendimento. Nel workshop verranno presentate, e discusse, in modo esemplare alcune possibilità di autoapprendimento digitale con i relativi strumenti di feedback.

Costi

Come negli anni scorsi, la partecipazione al convegno è gratuita per i soci ADI. Chi volesse diventare socio prima di iscriversi al convegno può farlo utilizzando l’apposito modulo.

Queste sono le quote di iscrizione per la partecipazione al convegno:

  • socio/a ADI: partecipazione gratuita (è comunque necessaria l’iscrizione al convegno)
  • non socio/a: 70,- €
  • Studenti & Referendare: 25,- € (la certificazione corrispondente deve essere mostrata all’arrivo al convegno).

Venerdì 25 novembre si terrà la cena del convegno. Chi desidera partecipare è pregato di comunicarlo al momento dell’iscrizione. Tutte le informazioni sono alla pagina dell’iscrizione.

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