AggiornaMenti 10 Stati Generali della Lingua Italiana in Germania (Monaco di Baviera - 8 aprile 2016)

“Siamo la quarta o quinta lingua più studiata al mondo, e in crescita”. Questo il proclama trionfale che ha dato il via ai primi Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo (SGLI) (Firenze, 21-22 ottobre 2014). I dati presentati in questa occasione indicavano un milione e mezzo di studenti di italiano a livello internazionale: in testa alla classifica dei vari paesi la Germania con oltre 300.000 studenti. Dati in crescita, se si vuol dar credito al convegno fiorentino del 2015 “Riparliamone: la lingua ha valore”, nato come prosecuzione degli SGLI: gli studenti a livello internazionale erano saliti a 1.700.000, crescita registrata anche in Germania. Trend positivo confermato poi nel corso dei secondi Stati Generali della Lingua Italiana nel Mondo (Firenze 17-18 ottobre 2016): il portale della lingua italiana, inaugurato in questa occasione, conta un totale di 2.233.373 studenti di italiano, al primo posto sempre la Germania con 337.553 unità.

È sulla scia di questi dati che l’ADI ha deciso di organizzare i primi Stati Generali della Lingua Italiana in Germania (SGLIG), con l’intento di offrire una mappatura delle varie realtà della didattica dell’italiano nel paese che risulta essere il primo in classifica. In preparazione al convegno, che ha avuto luogo a Monaco di Baviera l’8 aprile 2016, l’ADI ha promosso un censimento dell’insegnamento dell’italiano nelle università tedesche distribuendo un questionario al quale ha aderito la stragrande maggioranza degli atenei. Durante la giornata monacense, organizzata in collaborazione con l’Università Ludwig Maximilian di Monaco, l’Istituto Italiano di Cultura e il Consolato Generale d’Italia di Monaco di Baviera, e con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia, è stata messa a fuoco la situazione dei corsi di italiano all’università (Dipartimenti di Lingua e Letteratura Italiana e Centri Linguistici Interfacoltà), nelle scuole, nei corsi organizzati dai Consolati e dagli enti gestori, negli Istituti Italiani di Cultura e nelle Volkshochschulen.

Una costante attraversa tutte le relazioni, nonostante l’eterogeneità delle situazioni descritte: la presa d’atto che negli ultimi anni l’italiano in Germania, pur mantenendo un ruolo importante, è andato progressivamente perdendo terreno.

negli ultimi anni l’italiano in Germania, pur mantenendo un ruolo importante, è andato progressivamente perdendo terreno

I dati presentati confermano quella che, a livello impressionistico, è la sensazione condivisa da chi si trova ad operare nelle varie realtà. Nei casi in cui è stato possibile osservare l’evoluzione dei corsi rispetto a qualche anno fa, il calo del numero di studenti è un dato incontrovertibile. A questo si aggiungano poi i risultati dell’indagine condotta nei corsi universitari sulle dieci parole che gli studenti associano all’Italia. Le risposte confermano un attaccamento ai consueti stereotipi alimentari o vacanzieri: se da un lato è ormai quasi stata rottamata da parte degli studenti l’idea dell’italiano come lingua di cultura, dall’altro la nostra lingua sembra ancora essere, nella percezione di chi la studia, del tutto impermeabile all’innovazione e alle tendenze del mondo contemporaneo.

I contributi pubblicati in questo numero di AggiornaMenti comprendono gli interventi relativi alle varie realtà della didattica dell’italiano, i dati e le statistiche risultanti dal questionario delle “10 parole” e la trascrizione della discussione finale a cui hanno partecipato tutti i relatori. Per i dati del questionario sull’insegnamento dell’italiano nelle università tedesche si rimanda al sito web dell’ADI (www.adi-germania.org).

Su due punti in particolare i partecipanti della giornata di Monaco di Baviera si sono trovati d’accordo. Da un lato l’esigenza di un coordinamento fra tutte le parti in gioco: le istituzioni italiane e tedesche, le varie realtà dell’insegnamento, il mondo eterogeneo dell’italofonia in Germania. Dall’altro la necessità di ripetere regolarmente incontri che servano a fare il punto sulla situazione dell’italiano in Germania. L’ADI ha lanciato una sfida: starà a tutti adesso coglierla.

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a cura della redazione